Con POLO-ASV la giunzione non teme alcuna vibrazione o sollecitazione

Il collare POLO-ASV è un interessante ed originale articolo accessorio che accompagna le linee di scarico insonorizzato POLO-KAL NG e POLO-KAL XS. Ma a cosa serve questo collare? Qualsiasi sistema di scarico idrico con “giunzione ad innesto” –parliamo del sistema di giunzione più diffuso ed utilizzato in Europa– se tenuto libero da annegamento nella struttura edilizia (solaio o parete), non può essere impiegato nel caso in cui l’impianto sia sottoposto a sollecitazioni meccaniche dovute, per esempio, a scarico in pressione momentanea oppure a forti portate di scarico causate da precipitazioni, nel caso di colonne pluviali. Il collare anti-sfilamento POLO-ASV garantisce la tenuta della giunzione ad innesto sino a 2 bar.

Quando il “giunto” del sistema di scarico è esposto a stress meccanico?

Le condizioni più frequenti nelle quali il sistema di scarico con “giunzione ad innesto” può essere esposto a stress meccanico, sono le seguenti: ■ in edifici in costruzione quando il sistema di scarico è a rischio di urto accidentale; ■ in edifici a torre per contrastare eventuali colpi d’ariete nei cambi di direzione, soprattutto al piede di colonna; ■ come blocco antimanomissione dei tappi di chiusura provvisoria; ■ nel caso di sistemi di pompaggio per portare l’acqua di scarico alla quota della rete fognaria; ■ quando nelle abitazioni viene realizzato un nuovo locale da bagno con l’ausilio di trituratori (tipo Sanitrit).

Semplice da installare e facilmente removibile

Il collare anti-sfilamento POLO-ASV può essere installato solo sui sistemi di scarico insonorizzato POLO-KAL NG e POLO-KAL XS. Il dispositivo aumenta le prestazioni di resistenza a trazione e pressione e va installato in ogni punto di giunzione, “accavallando” il collare sull’anello del bicchiere e serrandolo tramite un cacciavite. Il serraggio non preclude la completa rotazione del giunto ed è comunque rimovibile per eventuali operazioni di smontaggio del giunto.

Arriva il temporale e mi ritrovo l’acqua sul pavimento che sgorga dalla doccia: perché?

Come ormai sappiamo e abbiamo verificato in questi ultimi anni, a lunghi periodi di siccità, possono poi seguire forti e massicce precipitazioni che, anche in poche ore, scaricano sul terreno e sulle nostre città notevoli quantitativi d’acqua. E questo può generare non pochi problemi all’interno delle nostre abitazioni. Potremmo imputarlo ai cambiamenti climatici o alla “irresponsabilità” degli uomini nella gestione delle risorse idrogeologiche, ma è un dato di fatto che, sempre più spesso, le precipitazioni piovose colpiscono il nostro paese provocando importanti e ricorrenti problemi di allagamento negli edifici. La caduta improvvisa e massiccia di diversi millimetri d’acqua non trova un sufficiente sbocco di deflusso e questo genera dei ritorni dei reflui (riflusso) all’interno dei fabbricati.

Quali sono le cause del “riflusso”

Partendo dal principio dei “vasi comunicanti”, secondo il quale l’acqua tende a mantenere lo stesso livello in tutti i rami di un circuito idraulico, quando parliamo di riflusso definiamo come livello massimo quello oltre il quale avviene la fuoriuscita di acqua dal circuito stesso. Per questa ragione, se le utenze sanitarie si trovano al di sotto del livello di riflusso (tendenzialmente seminterrati, cantine, autorimesse, ma anche locali abitativi posti comunque al di sotto della quota del piano stradale) si possono verificare allagamenti a seguito del sovraccarico delle reti di smaltimento di acque nere, di acque bianche o di reflui misti.

La valvola antiriflusso come soluzione di protezione e sicurezza

Il ruolo della valvola è quello di garantire il naturale deflusso dei reflui creando contemporaneamente un’efficace barriera ad ogni eventuale ritorno idrico proveniente dalla rete fognaria in presenza di fenomeni di sovraccarico. La valvola antiriflusso è dotata di un piattello in acciaio inox basculante in direzione del flusso idrico di uscita dal fabbricato verso la rete fognaria ed in caso di riflusso il piattello si chiude automaticamente a seguito della spinta dell’acqua di ritorno. Agendo manualmente sull’apposita leva si può bloccare Il piattello meccanicamente anche in modo permanente.

Quando e dove impiegare la valvola antiriflusso

La valvola antiriflusso va prevista in fase di progettazione e dimensionamento del sistema di scarico dell’edificio ma il suo impiego è assolutamente consigliato anche in edifici esistenti, laddove sia possibile intercettare la tubazione di allaccio alla rete fognaria. Nel caso di separazione della raccolta dei reflui di bagni e cucine, la valvola antiriflusso deve essere adottata sia sul circuito delle acque saponate che su quello delle acque nere.