Il collare di ancoraggio è un elemento molto importante!

Il collare di fissaggio ha una funzione importante, non solo come sostegno meccanico di una colonna di scarico, ma assume rilevanza nei valori di trasmittanza acustica durante la fase di scarico dei reflui. Quando, infatti, la colonna di scarico transita all’interno di un cavedio l’oggetto che la sostiene è il collare fissato ad un elemento strutturale dell’edificio. Oltre al peso sostenuto e alla distanza prevista da un collare all’altro (1 ogni 10 volte il diametro del tubo), il ruolo di questo oggetto può avere una rilevanza fondamentale sotto il profilo acustico.

Quando il rumore passa tutto da un ponte

Chi tratta argomenti sull’isolamento, sa benissimo quanto sia delicato un “ponte” termico o acustico. Si tratta di un nodo delicato dal quale, se non perfettamente curato, può transitare dell’energia (sonora o termica) che si trasferisce da un ambiente all’altro producendo una situazione di discomfort. Nel caso del collare di ancoraggio della colonna di scarico, parliamo di “ponte acustico” in quanto tutto il rumore provocato durante lo scarico dei reflui (sia nella sua componente solida, sia nella componente aerea) può transitare tramite il punto di fissaggio del collare alla parete provocando una trasmissione di rumore solido, e altresì all’interno del volume del cavedio si può generare un rumore aereo che si riflette in questo spazio propagandosi poi agli ambienti abitativi.

Materiali, forma e consistenza determinano la qualità di un collare di fissaggio

In acustica l’elasticità di un materiale assume un ruolo determinante quando tale caratteristica ha il compito di dissipare l’energia sonora. Per questo nel caso di un collare di ancoraggio di una tubazione di scarico è fondamentale poter contare su un elemento flessibile che, interposto tra elementi rigidi, si comporti come una “molla”, una sorta di “cuscinetto” in grado di ostacolare il passaggio di rumore. Da questo principio si è partiti nel concepire e realizzare il collare di fissaggio POLO-CLIP HS. Un prodotto unico nel suo genere, per forma, materiali, e caratteristiche. Si tratta di un collare speciale che permette di sostenere tubazioni nei diametri da 75, 90 e 110 millimetri con una modalità di serraggio assolutamente rapida e sicura senza l’ausilio di alcun attrezzo. Il “bracciale” risulta particolarmente alto ed è realizzato in Polipropilene altamente resistente, mentre la superficie interna che va a contatto con la tubazione è realizzata in gomma con un design ad “alette” che ne favorisce l’elasticità in appoggio alla tubazione. Per ottenere un lavoro a regola d’arte, ogni collare di sostegno della colonna di scarico va posizionato ad una distanza di 10 volte il diametro del tubo.

Attenzione all’evacuazione dei fumi dai piani cottura a GAS

L’estrazione dal locale cucina di tutti i fumi e vapori prodotti durante la cottura con il GAS, deve essere realizzata con tubazioni omologate e certificate. Il materiale plastico impiegato per evacuare i fumi da piani cottura, deve resistere agli acidi presenti e ovviamente evitare qualsivoglia dispersione che possa finire negli ambienti domestici. Il sistema di scarico insonorizzato POLO-KAL NG fabbricato dal 1995 è omologato per questa tipologia d’impiego.

POLO-KAL NG è idoneo all’evacuazione dei fumi da piani cottura e caldaie a condensazione in impianti domestici inferiori ai 35KW ed extradomestci inferiori ai 35 KW, nonchè per scarico condense. La designazione attribuita dalla norma tecnica di riferimento è: Gruppo 2 – T120 P1 W 0 2 0 LI E U/U0 con una temperatura massima di esercizio di 120°C.

Le doti fisiche e meccaniche -oltre alle straordinarie prestazioni fonoisolanti- di POLO-KAL NG hanno trovato applicazione anche nell’ambito dell’evacuazione dei fumi generati da caldaie a condensazione e nell’evacuazione delle condense prodotte dalle cappe cucina. Il sistema POLO-KAL NG FUMI copre un range di diametri da 110, 125 e 160 mm. in abbinamento a guarnizioni speciali in EPDM di colore nero ed è stato certificato CE da KIWA in accordo alla norma di riferimento EN 14471:2013+A1:2015. Per la corretta posa di POLO-KAL NG FUMI, si raccomanda di seguire attentamente le indicazioni riportate nelle Istruzioni d’installazione.

Come realizzare un impianto di scarico da manuale

Un impianto di scarico deve essere progettato e posato seguendo le indicazioni tecniche della norma di riferimento, la UNI EN 12056-2:2001. È attraverso questo testo che il progettista trova i riferimenti per redigere un impianto di scarico, considerando ogni dettaglio inerente l’edificio, la sua destinazione d’uso e le sue pertinenze. Ogni impianto di scarico all’interno di un fabbricato funziona in gravità e quindi la pendenza in rapporto alle portate di scarico è il cardine sul quale si basa il dimensionamento dei relativi diametri da impiegare per tubazioni e raccordi. Soltanto adottando i principi del manuale UNI EN 12056-2:2001 si potrà ottenere un impianto di scarico funzionale, adeguato e capace di durare nel tempo.

La posizione dei sanitari non è solo una questione di arredo

Ogni sanitario presente in una abitazione ha una propria portata di scarico. Ad ogni sanitario è sempre allacciato un sifone che ne assicura la salvaguardia idraulica per evitare ritorni di odore in ambiente. È chiaro che il locale di un’abitazione nel quale sono presenti più sanitari è il bagno. La norma UNI EN 12056-2:2001 fornisce tutte le indicazioni per far sì che i reflui scaricati dalle varie utenze sanitarie defluiscano correttamente e vi sia l’adeguato apporto d’aria per evitare effetti di risucchio o “gorgoglio”. Per questa ragione la distribuzione dei vari sanitari (lavello, bidet, vaso wc, doccia, vasca, lavatrice) sulla pianta di un bagno deve osservare specifici vincoli tecnici che conseguentemente impediscono un casuale posizionamento dei sanitari.

Attenzione agli interventi di ristrutturazione del bagno: incidono sull’impianto di scarico

Modificare le caratteristiche e la distribuzione planimetrica dei sanitari o comunque variarne il numero, può influire negativamente sul corretto funzionamento dell’impianto di scarico. Ecco perché in ogni intervento di ristrutturazione che preveda questo, va seguito scrupolosamente la UNI EN 12056-2:2001, analizzando quali variabili possano incidere sull’impianto di scarico. Appare spiacevole constatare a lavori ultimati che un bagno completamente ristrutturato sul quale si siano investite parecchie migliaia di euro, manifesti problemi tipo: rumori, cattivi odori, lento deflusso delle acque nei sanitari, effetti di gorgoglio, difficoltà di aerazione.

La dichiarazione di conformità della progettazione e posa di un impianto idrotermosanitario

La dichiarazione di conformità di un impianto idraulico deve essere redatta nel rispetto del Decreto del Ministero dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37 – Regolamento concernente l’attuazione dell’articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera A della legge n. 248 del 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 61 il 12 marzo 2008). Il decreto si applica agli impianti posti al servizio degli edifici, indipendentemente dalla destinazione d’uso, collocati all’interno degli stessi o delle relative pertinenze. Al termine dei lavori, previa effettuazione delle verifiche previste dalla normativa vigente, comprese quelle di funzionalità dell’impianto idraulico, l’impresa installatrice rilascia al committente la dichiarazione di conformità degli impianti realizzati nel rispetto delle norme di cui all’articolo 6 del D.M. 37 del 22/01/2008. Di tale dichiarazione, debbono fare parte integrante la relazione contenente la tipologia dei materiali impiegati, nonché il progetto di cui all’articolo 5 del D.M. 37 del 22/01/2008.

Una barriera obbligatoria al passaggio della fiamma

All’interno degli edifici, a seconda della loro destinazione d’uso, l’attenzione verso soluzioni tecnologiche che garantiscono barriera al fuoco, è sempre elevata. Si tratta di soddisfare non solo criteri di sicurezza stabiliti da norme e leggi, ma anche di assicurare longevità, solidità e tenuta agli elementi strutturali che costituiscono l’ossatura dell’edificio. Parlando di impianti meccanici, il transito di tubazioni all’interno di pareti e solai viene considerato un punto delicato e sotto il profilo della compartimentazione degli ambienti costituisce un nodo sul quale intervenire con soluzioni adeguate.

La banda che riempie il buco!

Il mercato offre tutta una serie di dispositivi atti a fungere da barriera al fuoco, quando si tratta di intervenire nei fori di transito delle tubazioni. La banda tagliafuoco, per esempio, è una striscia multistrato costituita da un rivestimento esterno di tessuto in fibra di vetro con feltro biosolubile ecologico tra due strati di doppia guarnizione termoespandibile a base grafitica. L’impiego di questa banda termo espandente EI 180 (EN 1366-3:2009) viene consigliato in tutti quei casi in cui non è possibile (tendenzialmente per ragioni di spazio) applicare i collari tagliafuoco. La banda tagliafuoco serve a riempire lo spazio libero fra l’elemento strutturale (solaio o parete) e tutte le tubazioni combustibili in materiale plastico tipo PP / PE-HD / PVC / ABS.

Una sigillatura che resiste al fuoco sino a 180 minuti

La banda tagliafuoco proposta da Bampi ha una classe di resistenza al fuoco EI 180, dove la cifra 180 descrive in minuti il tempo massimo di resistenza al fuoco del materiale (come prescritto dalla norma di riferimento EN 1366-3). Anche nel caso della banda tagliafuoco EI 180 il principio di barriera al fuoco è il medesimo dei manicotti tagliafuoco: al momento del propagarsi delle fiamme, il materiale intumescente si espande sino a sigillare completamente il foro di attraversamento del tubo per un tempo massimo di 180 minuti. Per questa ragione, nella fase di posa, è importante riempire con cura e completamente lo spazio che si interpone tra l’elemento strutturale (solaio o parete) e la superficie esterna della tubazione plastica.

 

Quando è necessario il Certificato Prevenzione Incendi?

Il CPI (Certificato Prevenzione Incendi) certifica che l’edificio è conforme alla normativa antincendio sia perché rispetta le norme edilizie per la prevenzione degli incendi, sia perché i locali dell’edificio hanno i requisiti di sicurezza necessari a proteggere le persone e le cose, nel caso in cui scoppi un incendio. Il certificato può essere necessario anche in caso di interventi di ristrutturazione. Quando, infatti, l’edificio subisce modifiche strutturali, nelle lavorazioni, o di destinazione dei locali, o quando vengono cambiate le sostanze pericolose che vi sono depositate, è necessario che i Vigili del Fuoco verifichino che sia tutto in regola e se così, rilasciano il CPI. Potete comunque approfondire la materia scaricando il DM 16/05/1987 N° 246

Se lo spazio non c’è transita POLO-KAL XS!

Sull’esperienza acquista in oltre 30 anni di sviluppo dei sistemi insonorizzati, è stato realizzato un nuovo sistema di scarico insonorizzato dalle apprezzabili caratteristiche. In termini di evoluzione tecnologica, il nuovo sistema di scarico POLO-KAL XS presenta un bicchiere d’innesto particolarmente ridimensionato. Ciò permette che a parità di diametro interno, rispetto a qualsiasi altro sistema di scarico, è possibile transitare in spazi più ristretti ed angusti. Il passaggio a soletta, all’interno di pareti in laterizio, in cavedi tecnici o in intercapedini, è spesso vincolante nella realizzazione delle diramazioni o dei montanti verticali di scarico. Il sistema POLO-KAL XS non pone limiti e aiuta a risolvere molte di queste situazioni.

Più stretto e leggero significa anche maggiore silenziosità

A molti potrebbe sembrare un paradosso, visto che si parla di ACUSTICA, ma con POLO-KAL XS si è riusciti ad ottenere un miglioramento delle perfomance di fonoassorbenza. Ciò è reso possibile dalla qualità e composizione stratigrafica delle tubazioni in PP-C/PP-MV/PP-C di POLO-KAL XS, lo stesso principio di massa/molla/massa adottato anche in POLO-KAL NG. Quello che ha permesso di rendere il prodotto più leggero e insonorizzato è proprio la nuova conformazione del bicchiere ad innesto che prevede una guarnizione Monotec direttamente coestrusa. Una soluzione frutto di brevetto esclusivo che rende la guarnizione praticamente inamovibile dalla sua sede e trattata con uno speciale strato lubrificato che consente l’innesto e l’estrazione dei pezzi (tubi e raccordi) senza l’ausilio di ulteriore lubrificante.

Perché con POLO-KAL XS si risparmia tempo e denaro?

Quando si pone nelle condizioni l’installatore idraulico di fare una prova comparativa nell’installazione di POLO-KAL XS con qualsiasi altro sistema di scarico ad innesto, ci si rende immediatamente conto di quanto sia facile e rapido lavorare con POLO-KAL XS. La facilità e la rapidità consentono di risparmiare un sacco di tempo e questo si traduce in guadagno! Cronometro alla mano, mentre un idraulico provetto stende le diramazioni di scarico di un bagno composto da doccia, vaso wc, bidet, lavabo, vasca e arriva a termine del proprio lavoro, in un altro angolo del cantiere un altro idraulico apprendista ha già terminato di posare 2 bagni composti entrambi da 5 utenze sanitarie.

 

Se cercate affidabilità nel rispetto del requisito acustico scegliete POLO-KAL XS

Favorito da confortanti valori di fonoimpedenza verificati in accordo alle DIN 4109 e EN 14366, il sistema di scarico POLO-KAL XS è supportato da certificazione che ne attesta i valori di rumorosità rilevati in laboratorio con 4 differenti portate di scarico. La gamma POLO-KAL XS è perfettamente compatibile con la gamma POLO-KAL NG è può essere impiegate in tutte le più delicate e difficili situazioni d’installazione. Grazie ad un’ampia offerta di accessori (collari insonorizzati, lastre desolidarizzanti, guaine disaccoppianti, collari antisfilamento, valvole di aerazione) progettisti ed installatori idraulici sono nelle condizioni di ottenere impianti di scarico conformi alle più stringenti esigenze di ABBATTIMENTO ACUSTICO.

In caso d’ispezione con Bampi vai sul sicuro!

In un impianto di scarico è assolutamente necessario prevedere in fase di progetto, dei punti di ispezione. Attraverso raccordi “speciali” questi punti permettono di aprire spiragli di controllo all’interno del sistema di scarico, sia per verificarne le condizioni nel corso del tempo, sia per intervenire in caso di malfunzionamenti o blocchi durante le evacuazioni dei reflui.

Le ispezioni Bampi sono raccordi più che speciali

In ben 4 delle 5 gamme di scarico del catalogo Bampi -parliamo delle linee di scarico insonorizzate- il raccordo d’ispezione è composto da un tappo particolare che, una volta chiuso ermeticamente il raccordo, mantiene la sezione circolare interna della tubazione. Questo dettaglio è fondamentale per una serie di ragioni. Innanzitutto è possibile installare il raccordo d’ispezione in posizione verticale. In secondo luogo -cosa importantissima- durante lo scarico verticale dei reflui lo scorrimento fluido al momento del transito nell’ispezione non produce i rumori d’impatto altresì provocati con una normale e più tradizionale ispezione. E da ultimo, questo dettaglio del tappo, permette un’installazione più favorevole all’accesso nelle installazioni orizzontali di collettori appesi a soffitto.

Varietà di diametri, prestazioni acustiche e universalità di connessione ad innesto

Come detto il raccordo d’ispezione con tappo ermetico è presente nelle 4 gamme di scarico insonorizzate proposte da Bampi: POLO-KAL 3S, POLO-KAL XS, POLO-KAL NG e ULTRA SILENT. Ognuna di queste quattro gamme, a seconda della prestazione acustica desiderata a progetto ed in relazione alla sua applicazione all’interno dell’edificio, offre una disponibilità di diametri cha parte dal diametro 50 millimetri e arriva (nel caso di POLO-KAL NG) sino al diametro 250 millimetri. Inoltre tutte e 4 le gamme di scarico presentano diametri standard a livello europeo che quindi garantiscono la facile e precisa connessione ad innesto con qualsiasi altro prodotto di scarico idrico presente sul mercato.

L’ispezione con il tappo più grande che ci sia al mondo!

A proposito di facilità di accesso in caso di pulizia ed ispezione di un sistema di scarico, la gamma POLO-KAL NG propone un articolo che vanta il primato di avere il tappo dalla più ampia superficie. Si tratta di un’ispezione nata per essere installata soprattutto in edifici a destinazione pubblica nei quali c’è un’alta percentuale di utilizzo del sistema di scarico e soprattutto un’elevata possibilità che si possa otturare il sistema. Questo è un problema che si manifesta soprattutto in fabbricati a destinazione scolastica, là dove gli studenti per errore o per atto vandalico, gettino nelle tazze wc o nelle turche, oggetti impropri. Il tappo dell’ispezione “NGEHP” di POLO-KAL NG è un vero e proprio sportello ermetico apribile tramite 2 maniglie e, nel caso ad esempio di una tubazione del diametro di 125 millimetri, presenta una superficie di accesso di addirittura 480 cm².

Il sostegno ha un’importanza rilevante sulla colonna di scarico

Il collare di fissaggio ha una funzione importante, non solo come sostegno meccanico di una colonna di scarico, ma assume rilevanza nei valori di trasmittanza acustica durante la fase di scarico dei reflui. Quando, infatti, la colonna di scarico transita all’interno di un cavedio l’oggetto che la sostiene è il collare fissato ad un elemento strutturale dell’edificio. Oltre al peso sostenuto e alla distanza prevista da un collare all’altro (1 ogni 10 volte il diametro del tubo), il ruolo di questo oggetto può avere una rilevanza fondamentale sotto il profilo acustico.

Quando il rumore passa tutto da un ponte

Chi tratta argomenti sull’isolamento, sa benissimo quanto sia delicato un “ponte” termico o acustico. Si tratta di un nodo delicato dal quale, se non perfettamente curato, può transitare dell’energia (sonora o termica) che si trasferisce da un ambiente all’altro producendo una situazione di discomfort. Nel caso del collare di ancoraggio della colonna di scarico, parliamo di “ponte acustico” in quanto tutto il rumore provocato durante lo scarico dei reflui (sia nella sua componente solida, sia nella componente aerea) può transitare tramite il punto di fissaggio del collare alla parete provocando una trasmissione di rumore solido, e altresì all’interno del volume del cavedio si può generare un rumore aereo che si riflette in questo spazio propagandosi poi agli ambienti abitativi.

Materiali, forma e consistenza determinano la qualità di un collare di fissaggio

In acustica l’elasticità di un materiale assume un ruolo determinante quando tale caratteristica ha il compito di dissipare l’energia sonora. Per questo nel caso di un collare di ancoraggio di una tubazione di scarico è fondamentale poter contare su un elemento flessibile che, interposto tra elementi rigidi, si comporti come una “molla”, una sorta di “cuscinetto” in grado di ostacolare il passaggio di rumore. Da questo principio si è partiti nel concepire e realizzare il collare di fissaggio POLO-CLIP HS. Un prodotto unico nel suo genere, per forma, materiali, e caratteristiche. Si tratta di un collare speciale che permette di sostenere tubazioni nei diametri da 75, 90 e 110 millimetri con una modalità di serraggio assolutamente rapida e sicura senza l’ausilio di alcun attrezzo. Il “bracciale” risulta particolarmente alto ed è realizzato in Polipropilene altamente resistente, mentre la superficie interna che va a contatto con la tubazione è realizzata in gomma con un design ad “alette” che ne favorisce l’elasticità in appoggio alla tubazione. Per ottenere un lavoro a regola d’arte, ogni collare di sostegno della colonna di scarico va posizionato ad una distanza di 10 volte il diametro del tubo.

È il sandwich che fa la differenza in cantiere!

Quando c’è da spiegare la qualità di POLO-KAL XS si può pensare a una scena come questa. Il sandwich è la similitudine più utilizzata, la più immediata, per rappresentare il principio di “massa/molla/massa” applicato ad un sistema di scarico. Tale principio è la soluzione tecnica ideale per isolare acusticamente, tanto più con materiali di elevata qualità come quelli impiegati nella produzione di POLO-KAL XS (Polipropilene e fibre minerali). Ma con POLO-KAL XS c’è molto altro! In cantiere, quando si posa POLO-KAL XS si guadagna almeno il 50% in più di tempo. Quindi la pausa per un sandwich può essere più lunga e -volendo- più sostanziosa.

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Perché la posa di POLO-KAL XS fa guadagnare tempo e riduce gli errori?

Oltre alle proprietà fonoimpedenti, POLO-KAL XS è il primo prodotto per lo scarico ad utilizzare la tecnologia MONOTEC per la “giunzione ad innesto”. Si tratta di un speciale guarnizione che viene letteralmente stampata nel bicchiere del tubo o del raccordo POLO-KAL XS. Questa innovativa ed esclusiva tecnologia, consente di impedire l’amovibilità della guarnizione, quindi rendere estremamente sicura la posa. Inoltre la guarnizione di POLO-KAL XS ha una superficie, per così dire, “pre-lubrificata” quindi non richiede l’impiego di alcun lubrificante. Questo vantaggio permette di innestare tubi anche tagliati grossolanamente evitandone la smussatura, la pulizia e la lubrificazione per poterli innestare: tutto tempo guadagnato!

POLO-KAL XS: insonorizzato, sicuro, e facilissimo da installare

I livelli di rumorosità di POLO-KAL XS sono stati verificati e certificati presso il laboratorio Fraunhöfer di Stoccarda in accordo alla norma EN 14366. La particolare conformazione del bicchiere con guarnizione MONOTEC ha permesso di ridurne il suo diametro esterno e questo, a parità di diametro interno con tutti gli altri sistemi di scarico (necessario a garantire la corretta porta idraulica di deflusso), ha un ingombro più ristretto favorendo il passaggio in spazi angusti o comunque che richiederebbero una riduzione di diametro di portata. Cosa da evitare assolutamente per il corretto funzionamento del sistema di scarico! Questa innovazione adottata esclusivamente su POLO-KAL XS ha permesso di ottenere risultati di isolamento acustico molto performanti, seppur il sistema appaia “più leggero” nei confronti dello storico POLO-KAL NG. A tale proposito, i due sistemi sono compatibili tra loro e ciò garantisce una dotazione di figure e diametri tra le più ampie e variegati nel mercato degli scarichi insonorizzati

 

Attenzione a quali sostanze finiscono negli scarichi e a che temperature

La provenienza e la composizione chimica di detergenti e liquidi utilizzati per la pulizia, dovrebbe essere sempre a nostra conoscenza. Questo vale anche per altre “sostanze” che -a volte in modo improprio- possiamo scaricare negli apparecchi sanitari. Anche nel campo dei cosiddetti “disincrostanti” o dei liquidi “stura lavandini” possiamo trovare sul mercato prodotti che non fanno per nulla bene al sistema di scarico che trasporta i reflui. Considerato che nel 95% dei casi le reti di scarico all’interno degli edifici italiani sono realizzate in materiale plastico (Polipropilene – Polietilene – PVC Polivinilcloruro – ABS), ai fini della tenuta nel tempo, si deve tener conto anche della temperatura massima raggiungibile dai liquidi scaricati all’interno dei sanitari. Non abbiamo scritto il 100% sui materiali utilizzati per gli impianti di scarico, perché ancora possono essere attive reti di tubazioni realizzate 40/50 anni fa in ferro, piombo o gres.

Resistenza alle sostanze nocive e alle temperature

Spesso nei vasi wc vengono scaricate sostanze che dovrebbero subire differente smaltimento. Si preferisce il vaso wc per due ragioni: l’una legata all’igienicità, rispetto ad un lavello o a un bidet, e l’altra ragione legata alla maggiore portata di deflusso garantito dal diametro di scarico molto più grande (un diametro da 90 mm invece di un diametro da 40/50 mm. per lavelli, bidet, docce, vasche da bagno). Nel medio/lungo periodo, comportamenti di questo tipo possono arrecare danni irreparabili agli impianti di scarico, soprattutto se tali impianti sono stati realizzati con materiali poco resistenti. Pure la temperatura del fluido scaricato ha la sua rilevanza sul medio/lungo periodo. Basti pensare che l’acqua in ebollizione arriva a 100°C e quindi, ogni qual volta scoliamo la pasta nel lavello della cucina, mettiamo a dura prova la rete di scarico di casa.

Il polipropilene stratificato come materiale più resistente e performante

Tra le tante ragioni per le quali il PP Polipropilene è il materiale più utilizzato in Europa nella realizzazione di impianti di scarico, c’è anche la sua straordinaria resistenza alle molteplici sostanze e alle elevate temperature dei fluidi. Il BAMPLAST PP-TECH di Bampi resiste ad una temperatura massima di 95°C in flusso continuo con picchi sino a 98°C. Oltre alle sue doti di grande duttilità e rapidità nell’installazione, BAMPLAST PP-TECH può essere impiegato in ambienti (cucine industriali, laboratori, magazzini) nei quali, per esempio, si lavano pavimenti con sostanze particolari che per altri materiali plastici sarebbero off limits.   

Se messi alla prova, gli scarichi ULTRA SILENT, non temono confronti!

Nella scelta di un sistema di scarico idrico insonorizzato, ci si affida molto spesso alla valutazione -al quanto complessa- di certificazioni emesse da laboratori di acustica accreditati. Le condizioni di prova di questa laboratori, non sono simili tra loro e per lo più non si avvicinano per nulla ad una condizione reale d’installazione. Ciò induce in confusione e distrae colui che sceglie dall’obiettivo primario, ovvero garantire il rispetto del requisito acustico richiesto in opera in Italia. Quanto imposto dal Decreto di Legge del 5 dicembre 1997 sui Requisiti Acustici Passivi negli edifici, per gli impianti di scarico, è un valore da ottenere in opera: significa a edifico finito e abitabile. Tale valore deve essere stabilito da un Tecnico abilitato in Acustica secondo una precisa norma di riferimento e con strumentazioni e procedure ben precise. In sostanza, il certificato di laboratorio non è sufficiente dal mettere al sicuro gli operatori (costruttori, immobiliari, imprese di installazione, progettisti tecnici) da un’eventuale contestazione a seguito di collaudo acustico.

stratigrafia ultra silent
Serve un prodotto affidabile, dimensionato e posato a regola d’arte

Parrebbe un assioma, un principio del tutto evidente, ma non sempre è così! Nel caso di collaudi acustici eseguiti su impianti di scarico in opera, spesso si riscontrano livelli di rumorosità superiori al limite dei 35 decibel imposto dal DPCM 5/12/1997. Questo, nonostante un prodotto certificato e collaudato. Quindi, nel caso di scarichi idrici, quando si vuole ottenere un risultato conforme alle norme e soddisfacente sotto il profilo del comfort acustico, oltre ad un prodotto di qualità come ULTRA SILENT si deve considerare l’impianto come un sistema. E come tale, valutare il materiale e la sua composizione, i diametri, le figure, la portata e le pendenze, la ventilazione (pressioni e depressioni), i punti di contatto con gli elementi strutturali, eventuali materiali di desolidarizzazione, collari di allaccio a parete/solaio. Insomma, molteplici fattori determinano il risultato finale, tenuto poi conto della posa e delle eventuali imprevedibilità del cantiere.